THAT MONTH

(2020)


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The ambulance ride - I can barely remember. But that month inside, how could I forget it: hospitalized for the first time in a psychiatric clinic. Diagnosis: depression due to bipolar disorder. Bars on the windows. Two people per room. White coats. Everything so aseptic. Am I still capable of feeling emotions? A pill to stabilize me, an injection to calm me down. A swing of medications. Doctors and nurses are there to care for me and help me but in the meantime I cancel myself out. I annihilate in a vortex of apathy, nonsense and claustrophobia. I sink.

“That Month” is a subjective journey. What I feel and what I think merges with what I see. My gaze turns somberly toward objects, spaces and reflections. Inside me, the emptiness takes shape. Before I fall, I feel like I have power over everything, I feel hyper creative and hyper lucid. Then it happens: a moment later here I am, sunk, motionless and bewildered.

I suffer from type 2 bipolar disorder, and my depression is cyclical. The ups and downs alternate, both can last weeks or months, both are unpredictable and, above all, detached from events. Roller coasters are a fitting metaphor for what I experience through the months and years. During some periods, these roller coasters take me up, way up. During others, they drag me down — further and further, infinitely dow. And I struggle, I struggle desperately to do what I should and what I want, but the fight is cruelly uneven: if the "beast" has decided that I will fall, I simply will fall, and there is no way to get back up. At least, not immediately.

In the psychiatric clinic, I truly hit rock bottom: I was apathetic and distant, from others and from myself, and I had the perception that everything around me had lost its sense. In the meantime, I felt myself dying inside. Can you imagine what it is like to spend a month in a non-place, in a non-time?

I chose to tell my story, and show myself personally, to raise awareness about the stigma surrounding mental disorders and to spark a conversation about rehabilitation facilities for those who suffer from them. At times, I feel like a “survivor": I am a survivor of excesses. Of depressions. Of suicidal urges. I will always carry in my heart what I felt during that month. Today, and until a next fall, I am a survivor. [...read less]



Il tragitto in ambulanza, quello non lo ricordo quasi più. Ma quel mese lì dentro, come dimenticarlo: ricoverata per la prima volta in una clinica psichiatrica. Diagnosi: depressione per disturbo bipolare. Sbarre alle finestre. Due persone per camera. Camici bianchi. Tutto così asettico. Sono ancora capace di provare emozioni? Una pillola per stabilizzarmi, un'iniezione per calmarmi. Un'altalena di farmaci. Medici e infermieri sono lì per accudirmi e aiutarmi ma nel mentre io mi annullo. Mi annichilisco in un vortice di apatia, non-senso e claustrofobia. Sprofondo.

“That Month” è un viaggio in soggettiva. Ciò che sento e ciò che penso si fonde con ciò che vedo. Il mio sguardo si dirige cupo verso oggetti, spazi e riflessi. Dentro me il vuoto prende consistenza. Prima di cadere mi sembra di avere potere su tutto, mi sento iper creativa e iper lucida. È un attimo: un momento dopo eccomi sprofondata, immobile e spaesata.

Soffro di disturbo bipolare di tipo 2 e la mia depressione è ciclica. Up e down si alternano, entrambi possono durare settimane o mesi, entrambi sono imprevedibili e, soprattutto, slegati dagli eventi.

Le montagne russe sono un'adeguata metafora di ciò che vivo nei mesi e negli anni. In alcuni periodi, queste montagne russe mi portano in alto, parecchio in alto. In altri, mi portano giù e ancora più giù, infinitamente giù. E io mi sforzo, mi sforzo maledettamente di fare ciò che dovrei e ciò che vorrei, ma la lotta è crudelmente impari: se la "bestia" ha deciso che cadrò, io semplicemente cadrò, e non c'è verso alcuno di rialzarmi. O almeno, non nell'immediato.

Nella clinica psichiatrica sono arrivata a toccare davvero il fondo: ero apatica e distante, dagli altri e da me stessa, e avevo la percezione che tutto intorno a me avesse perso di senso. Nel mentre, mi sentivo morire dentro. Potete immaginare cosa significhi trascorrere un mese in un non-luogo, in un non-tempo?

Ho scelto di raccontare la mia storia, e mostrarmi in prima persona, per contribuire alla sensibilizzazione sullo stigma che grava sui disturbi mentali e per aprire una riflessione sulle strutture riabilitative per chi soffre di questi disturbi. A tratti mi sento una “sopravvissuta": sono una sopravvissuta agli eccessi. Alle depressioni. Agli istinti suicidi. Porterò per sempre nel cuore quel che ho provato durante quel mese. Oggi, e fino a una prossima caduta, sono una sopravvissuta. 
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My eye and the emptiness I felt.

Il mio occhio e il vuoto che provavo.


Outside the garden of the psychiatric clinic. Me and the other patients were allowed to walk there.

Fuori al giardino della clinica psichiatrica. Io e lə altrə pazienti avevamo il permesso di andarci.




During the month I was in the psychiatric clinic, I often used to draw how I felt. This is one of the drawings I realized.

Durante il mese in cui sono stata nella clinica psichiatrica, spesso ero solita disegnare come mi sentivo. Questo è uno dei disegni che realizzai.



My lips, my teeth, my tongue wanted to scream. But I felt totally frozen.

Le mie labbra, i miei denti, la mia lingua volevano urlare. Ma mi sentivo totalmente bloccata.


The aseptic corridor of the psychiatric clinic.

L’asettico corridoio della clinica psichiatrica.



My shadow against one of the wall of the psychiatric clinic.

La mia ombra contro una delle pareti della clinica psichiatrica.



Self-portrait: I was exhausted and I only desired to disappear.

Autoritratto: ero esausta e desideravo solo scomparire.



A foggy landscape outside one of the windows of the psychiatric clinic.

Un paesaggio nebbioso al di fuori di una delle finestre della clinica psichiatrica.





My room in the psychiatric clinic.

La mia camera all’interno della clinica psichiatrica.


I looked at myself in the mirror without knowing which reflection was my true self anymore.

Mi guardavo allo specchio senza più sapere quale fosse la mia immagine autentica.



I felt my insides squirming. Not just a physical discomfort, but also a metaphor.

Sentivo le mie viscere contorcersi. Non solo un disagio fisico, ma anche una metafora.




The crumpled paper tissue I cried into seemed to twist just like I felt inside.

Il fazzoletto di carta appallottolato in cui avevo pianto sembrava contorcersi proprio come mi sentivo dentro.


The light washed over me, but I was fading away.

La luce mi avvolgeva, ma io stavo svanendo.


Still my room in the psychiatric clinic.

Ancora la mia camera nella clinica psichiatrica.


In the night, nightmares on the wall.

Nella notte, incubi sulla parete.

An example of my daily meals.

Un esempio dei miei pasti quotidiani


The ritual of the flowing water was almost relaxing for me.

Il rituale dell’acqua che scorre era per me quasi rilassante.



I felt paralyzed and heavy, like an old tree trunk with deep roots.

Mi sentivo paralizzata e pesante come un vecchio tronco d'albero con radici profonde.



This is something I used to eat there in the psychiatric clinic. Actually, it is another metaphor of how I felt.

Questo è qualcosa che ero solita mangiare all’interno della clinica psichiatrica. Di fatto, è un’altra metafora di come mi sentivo.


Still in the psychiatric clinic: the glass of the window didn't allow the bug to get out.

Ancora all’interno della clinica psichiatrica: il vetro della finestra non permetteva all’insetto di uscire.








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